
L’intervento del Ministro della Giustizia a Milano
Il 22 settembre 2025, in occasione del 48° Congresso della Società Italiana Trapianti d’Organo e di Tessuti (SITO), il Ministro della Giustizia ha presentato un pacchetto di riforme legislative mirate al contenzioso medico-legale.
L’iniziativa nasce dalla necessità di offrire maggiori tutele ai medici, frequentemente coinvolti in procedimenti penali che, pur con esiti raramente sfocianti in condanne, comportano comunque notevoli disagi sia sul piano professionale sia su quello personale.
Il Guardasigilli ha illustrato i contenuti di un disegno di legge, recentemente approvato dal Consiglio dei Ministri, che rivede i criteri della responsabilità penale in ambito sanitario, limitandola ai soli casi di colpa grave o di imprudenza evidente.
Questi interventi si inseriscono all’interno di un progetto normativo più ampio, elaborato dalla commissione ministeriale presieduta dal magistrato Adelchi d’Ippolito e attualmente in esame presso l’Ufficio legislativo del Ministero.
Riforma dell’avviso di garanzia
Tra i punti salienti della riforma figura la revisione delle procedure legate all’avviso di garanzia, ovvero la comunicazione formale con cui un medico viene dichiarato indagato nell’ambito di un procedimento penale.
Il Ministro Nordio ha annunciato l’introduzione di modifiche al codice di procedura penale che permetterebbero di tutelare la posizione del sanitario senza che questi venga automaticamente iscritto nel registro degli indagati.
Tale novità darebbe ai professionisti la possibilità di richiedere la nomina di consulenti tecnici da parte del giudice, evitando l’onere e le conseguenze derivanti dallo status di indagato.
L’obiettivo è garantire il rispetto delle garanzie procedurali senza compromettere l’attività clinica o generare un clima di sfiducia e timore.

Il nodo del nesso causale
Un altro aspetto toccato dal Ministro riguarda la revisione del principio di nesso causale nella responsabilità penale, con particolare attenzione alla responsabilità omissiva.
Il nesso eziologico rappresenta un elemento cruciale nell’attribuzione di responsabilità, ma nel contesto medico presenta numerose difficoltà interpretative, data la complessità e la multifattorialità degli eventi clinici.
Per questo motivo è stata istituita una commissione di esperti incaricata di elaborare una proposta normativa che riesca a conciliare la tutela della salute pubblica con la protezione del lavoro medico.
Contenzioso e medicina difensiva
Il Guardasigilli ha posto l’accento su un dato significativo: su cento procedimenti aperti nei confronti di operatori sanitari, solo una minima parte si conclude con una condanna.
Nonostante ciò, il semplice coinvolgimento in un’indagine può indurre i medici a praticare una “medicina difensiva”, prescrivendo esami e trattamenti non sempre necessari, con l’obiettivo di prevenire eventuali conseguenze legali.
Tale atteggiamento non solo genera sprechi di risorse, ma può anche compromettere la qualità e l’efficacia delle cure.
Le riforme illustrate da Nordio mirano dunque non solo a garantire una protezione giuridica più adeguata ai professionisti della sanità, ma anche a migliorare l’efficienza complessiva del sistema sanitario, alleggerendolo da inutili pressioni e distorsioni operative.


